FUCILI DI PRECISIONE

Steyr-Mannlicher SM12


Steyr-Mannlicher SM12
 Un nuovo bolt-action multiruolo dalla casa austriaca:
lo Steyr-Mannlicher SM12 arriva sul mercato... di botto!
Steyr-Mannlicher SM12
Particolare del sistema di armamento manuale H.C.S. (“Hand-Cocking System”), caratteristica peculiare del nuovo SM12 di casa Steyr

Lo scorso 25 giugno, presso il Mannlicher Europe Shooting Center della città austriaca di Wiener Neustadt, ha avuto luogo il tanto atteso lancio internazionale del fucile a ripetizione SM12, il nuovo prodotto della Steyr-Mannlicher GmbH & Co., KG. destinato al mercato venatorio: unʼarma eccezionale, le cui principali caratteristiche si possono assommare in tre parole: Precisione, Sicurezza e Tradizione.

 

Precisione, perché nonostante le canne della Steyr-Mannlicher siano sempre state un autentico sinonimo di alte prestazioni, le canne realizzate per i fucili della serie SM-12, con un nuovo profilo ottimizzato (O.B.P.), sono state specificamente pensate per superare di gran lunga i “vecchi” Standard. Come tutte le canne Steyr, anche queste sono realizzate per rotomartellatura a freddo, e portano i segni distintivi del procedimento allʼesterno; le dimensioni sono tuttavia cambiate, con una leggerissima riduzione di lunghezza (si passa da 600 mm a 560 mm per i calibri Standard e da 650 mm a 635 mm per i calibri Magnum) al fine di garantire un miglior bilanciamento, e una riduzione di peso messa a frutto nella realizzazione di una canna dal contorno più spesso (16,5 mm alla volata), decisamente più solida e performante, e munita di una volata “coronata”, cioè rifinita in modo che il proiettile in uscita perda contatto con la canna in maniera uniforme e che, altresì, i gas in uscita dietro di esso lo spingano in avanti in maniera uniforme, evitando difformità che potrebbero influenzare negativamente la precisione. Si tratta di una particolare lavorazione, questa, normalmente presente solo sulle canne dei fucili da competizione dʼalta gamma.

Steyr-Mannlicher SM12
Da questa vista laterale, il potenziale innovativo dello Steyr-Mannlicher SM12 è immediatamente percepibile in toto

Sicurezza, perché grazie all'azione del sistema dʼarmamento manuale H.C.S (“Hand-Cocking System”), un autentico gioiello di tecnica ingegneristica frutto del lavoro di Friedrich Aigner, uno dei migliori progettisti di casa Steyr, lo SM12 può essere trasportato in tutta sicurezza.

Il sistema H.C.S. è esternamente costituito da un cursore a cresta rialzata posizionato dietro lʼotturatore; spingendono in avanti col pollice si scoprirà un puntino rosso, e una protrudescenza metallica scatterà fuori da dietro il gruppo-otturatore a moʼ di avvisatore visivo e tattile di percussore armato. Lʼintera operazione risulta rapida, confortevole e completamente silenziosa. Lʼoperazione inversa, ovvero il disarmo del percussore, si effettua semplicemente premendo il pulsante di disarmo, localizzato in posizione ergonomica.

 

Il grilletto di tipo “Combi”, di nuova progettazione, si caratterizza per lo sgancio molto netto, e nonostante sia totalmente regolabile a seconda delle preferenze del tiratore saprà impressionare positivamente anche quei tiratori che preferiscono impiegare le impostazioni di fabbrica.

In base alla filosofia “La sicurezza prima di tutto!” che contraddistingue i prodotti Steyr-Mannlicher, la pressione del pulsante di disarmo che interviene sul sistema H.C.S. disconnetterà anche il grilletto.

Steyr-Mannlicher SM12
Eleganza, un buon bilanciamento e un design accattivante caratterizzano prepotentemente il nuovo SM12 della Steyr-Mannlicher

Tradizione, perché lo Steyr-Mannlicher SM12 incarna perfettamente il concetto di arma elegante, bilanciata e slanciata che tutti i migliori cacciatori preferiscono. Lo SM-12 si fregia di una nuova foggia della calciatura, con poggiaguancia in stile bavarese e finissima zigrinatura nel miglior stile dei più costosi fucili di realizzazione Custom; lo SM12 si caratterizza come il più elegante fucile mai prodotto dalla Steyr-Mannlicher GmbH grazie anche alla linea slanciata dellʼaffusto.

 

Il profilo del calcio è stato completamente ripensato e ridisegnato, rispetto ai modelli precedenti, per ottimizzare le prestazioni in congiunzione con ottiche di puntamento o altri sistemi opto-elettronici quali i collimatori a punto rosso; quest'insieme di caratteristiche rende il bolt-action SM12 della Steyr-Mannlicher uno strumento da caccia ben bilanciato, ideale pressoché per tutti gli impieghi sportivi e venatori, anche grazie all'assortimento di calibri, che comprende nove camerature Standard (.243-Winchester, 6.5x55mm svedese, .270-Winchester, 7x64mm, 7mm-08 Remington, .308-Winchester, .30-06 Springfield, 8x57-JS e 9.3x62mm) e quattro camerature Magnum (7mm-Remington Magnum, .300-Winchester Magnum, 8x68S, .300-Weatherby Magnum), tra le preferite per la caccia grossa in Europa come nel contrinente americano.

 

TIKKA T3 TACTICAL

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
II Tikka T3 Tactical in calibro .308 Winchester è un fucile rigato preciso, affidabile, robusto. Soluzioni meccaniche di qualità e un accurato studio dei dettagli e delle tolleranze, senza nulla tralasciare, hanno dato origine a un prodotto davvero qualificato
Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
La finestra di espulsione è piuttosto piccola per incrementare la rigidità dell’azione. La slitta del cannocchiale è una Picatinny standard

Il Tikka T3 Tactical viene da un’azienda dotata di una solida tradizione armiera, pur se ora ristretta a puro marchio acquistato da Sako negli anni ʼ80 e oggi posseduto da Beretta. Quanto a Sako, nel campo dei fucili tattici non c’è bisogno di spendere molte parole. 

Il suo TRG è argomento sufficiente, il riferimento con il quale tutti gli altri costruttori devono misurarsi. Ebbene, nello stesso stabilimento di Riihimaki, con gli stessi macchinati e maestranze che realizzano le armi Sako, sono costruiti anche i fucili Tikka.

Passiamo ad esaminare l’arma. Il T3 Tactical è alimentato tramite un caricatore monofilare amovibile in polimero. Subito dietro il caricatore troviamo un guardamano in polimero che protegge un grilletto scanalato verticalmente.

 

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
La coda del percussore armato espone un vistoso punto rosso. Un analogo punto rosso è scoperto dalla sicura per evidenziare la posizione di fuoco

Le mire metalliche, pensate per un impiego di emergenza in caso di danno al collimatore ottico, sono costituite da una tacca fissa, montata a coda di rondine su un sopralzo della canna e da un mirino protetto da tunnel. La canna è martellata a freddo e filettata in volata per l’installazione del freno di bocca.

Il tubo rigato da cui è ricavata la canna del T3 è lo stesso da cui si ricava la eccellente canna del TRG. La canna, in volata, presenta una strombatura esterna. Non è un fattore estetico, ma una precisa scelta progettuale; lavorando la canna in questo modo si ottiene una migliore tolleranza della foratura in volata, dove davvero conta per la precisione. Ma l’ingrossamento in volata ha anche lo scopo di cambiare il modulo vibratorio sinusoidale della canna, composta di seni e nodi.

Questi ultimi sono il momento in cui la vibrazione attraversa la linea di base degli assi cartesiani e si inverte. In quel punto, la canna è immobile. Il freno di bocca presenta 6 fessure di sfogo, tre su ciascun lato, e ha il foro di egresso incassato. La contemporanea presenza dell’ingrossamento in volata e del freno di bocca fa sì che un nodo del sistema vibrante si collochi esattamente in volata. Ecco spiegato uno dei molti segreti della precisione di questo fucile.

 

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
Tikka T3 Tactical, in calibro .308 Winchester, al tiro

Un altro sta nell’azione, simile a quello di un’arma da bench rest. La finestra di espulsione molto piccola rende l’azione decisamente più rigida. La parte inferiore dell’azione, aperta per consentire il passaggio delle cartucce, presenta delle superfici piatte che si interfacciano con l’interno del calcio garantendo una solidità a tutta prova.


Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
L'ottica Burris XTR 6-24x50 montata sul Tikka T3 Tactical

Un elemento metallico per l’assorbimento del rinculo (recoil lug) è annegato nel polimero. L’otturatore ha tre alette di tenuta in testa e ha un profilo conico. L’angolo di apertura di soli 70° e il profilo conico rendono l’azione veloce e sicura. L’otturatore è ben proporzionato all’azione e, pur nella sua scorrevolezza, non scodinzola in posizione di massima apertura. La coda del percussore è munita di un vistoso punto rosso che segnala la condizione di percussore armato, mentre un analogo punto rosso sotto la leva di sicura si rende visibile in posizione di fuoco. 

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
Lʼeccellente calciatura polimerica regolabile

La posizione di sicura non consente la manovra dell’otturatore. Lo sgancio dell’otturatore è sul lato sinistro dell’arma ed è costituito da una leva ad altalena, una delle cui estremità sporge dall’azione. Per il montaggio dell’ottica, l’azione reca una slitta Picatinny standard. Il calcio è allungabile per mezzo di spaziatori da collocarsi immediatamente davanti al calciolo e presenta un poggiaguancia regolabile manualmente. Basta svitare a mano il pomello sito sul lato destro del calcio, posizionare l’appoggiaguancia all’altezza voluta e stringere di nuovo il pomello. 

 

La forma esterna della calciatura è a tronco di cono, con progressivo allargamento verso l’azione.

Se l’arma non fosse dotata di bipiede Harris, facendola scorrere in avanti o all’indietro sul rest anteriore si alza o si abbassa il punto di mira. Lo zigrino dell’impugnatura a pistola e quello dell’astina hanno un disegno speciale che consente una buona presa anche con mani bagnate.

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
Il fucile scomposto. Il caricatore è in polimero, robustissimo

Interessante l’interno della calciatura, particolarmente nella parte anteriore. Centine trasversali ed incrociate in polimero assicurano una rigidità totale. Attaccato all’azione c’è lo scatto, fissato alla parte inferiore dell’azione con una brugola. Il peso di sgancio può essere regolato tra uno e due kg. I limiti superiore ed inferiore tengono conto dell’uso reale che si fa dell’arma, in cui uno scatto tra il chilo e mezzo e i due chili è considerato ottimale. Quanto alle finiture generali, tutte le parti metalliche, ad eccezione del grilletto, hanno una gradevole fosfatazione nera non riflettente. 

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
Vista dal lato destro

Carabina Tikka T3 Tactical calibro .308 Win 
La manetta dell’otturatore è piuttosto curata anche esteticamente

La configurazione del Tikka T3 Tactical provato si presta particolarmente a un uso professionale. Come anticipato, l’arma è dotata di un efficace freno di bocca e di un bipiede Harris; il freno è lo stesso montato sui TRG. È particolarmente rumoroso, ma riesce a dimezzare la sensazione di rinculo dell’arma, il ritorno in punteria è velocissimo e diventa possibile riuscire a osservare l’impatto del proiettile sul bersaglio anche a distanze relativamente brevi attraverso il cannocchiale. L’arma è piuttosto maneggevole, la scorrevolezza dell’otturatore è eccellente, l’alimentazione ineccepibile con le munizioni provate. C’è solo un indurimento più marcato di quanto ci piacerebbe in chiusura, ma la velocità di ripetizione non ne risente più di tanto. Lo abbiamo provato, dotato di ottica  Burris XTR 6-24x50 montata con anelli originali Burris, alla distanza canonica di 100 m con munizioni commerciali, e fino ai 500 m con commerciali e ricaricate. In tutte le condizioni, l’arma si è dimostrata costante, anche se la deriva termica della canna tende a farsi sentire un po’ prima di quanto ci sarebbe piaciuto; tendenzialmente, i primi 5 colpi sono sempre sotto il MOA e poi la rosata si apre, anche se di poco.

Il T3 è nervoso, secco, veloce; ci viene un termine tipicamente statunitense per definirlo, “Lean & Mean”: asciutto e cattivo. La precisione è ottima con quasi tutti i caricamenti.

Sako TRG M10

Sako TRG M10
L'erede del TRG-22/42: con il fucile modulare di precisione TRG M10 la finlandese SAKO, consociata della Beretta Holding, entra sul mercato degli “sniper rifles” multiruolo e multicalibro, modulari e configurabili
Sako TRG M10
L'otturatore in apertura; una peculiarità di questa componente del Sako TRG M10 è di fungere quale unico attrezzo necessario per la sostituzione delle componenti atte alla conversione di calibro

La percezione della modularità ‒ la rapida adattabilità di una determinata piattaforma d'arma a ogni possibile configurazione o opzione prevista nell'ambito del progetto costruttivo o a seconda delle necessità nello spettro degli usi che l'operatore possa doverne fare e delle situazioni che possa dover affrontare nel corso del suo servizio ‒ quale elemento imprescindibile per un'arma che voglia potersi dire veramente moderna ha verosimilmente da qualche tempo travalicato il campo nel quale era nata, quella dei fucili d'assalto e in generale delle armi di dotazione individuale standard della fanteria, per arrivare a coprire pressoché l'intero mondo degli armamenti leggeri: dalle armi da fianco alle pistole-mitragliatrici, dalle armi di supporto leggero di squadra fino, più recentemente, ai fucili di precisione. Che la necessità di usufruire in una sola piattaforma d'armi di più opzioni d'impiego nella guerra moderna era chiaro quando si parlava di fucili e carabine d'assalto, armi destinate a operatori i cui compiti prevedono necessariamente un alto livello di mobilità e versatilità sì da potersi adattare a rispondere rapidamente a diversi tipi di situazioni emergenziali in teatri operativi caratterizzati da un'estrema fluidità; un po' meno lo era per le armi destinate al tiro ad alta precisione sulla lunga distanza (“Sniper”), forse a causa anche della percezione, più o meno retrograda ed errata, del tiratore scelto inquadrato nelle unità armate dello Stato come un elemento statico, con un “range” ben definito e limitato di compiti operativi e dunque necessitante di una piattaforma d'arma rigida, quasi monolitica. Per lungo tempo, infatti, le uniche “concessioni” che sono state fatte a questi tiratori hanno riguardato soluzioni atte a rendere le armi più leggere e semplici da trasportare su lunghe distanze (calci pieghevoli, calciature in polimero), più ergonomiche (impugnature speciali, calcioli regolabili) o maggiormente compatibili con accessoristica d'assistenza al tiro (rotaie Picatinny per accessori tattici).

Sako TRG M10
La finestra d'espulsione sul TRG M10 risulta molto ampia, dovendo risultare adeguata a tutti e tre i calibri per i quali la piattaforma è configurabile

Tutto ciò è decisamente cambiato nel corso degli anni 2000, quando la “guerra globale al terrorismo” seguita agli attacchi dell'11 settembre 2001 ha visto l'inizio del (perdurante) impegno occidentale sui teatri operativi mediorientali: una situazione che ha contribuito a consolidare il concetto di “guerra asimmetrica” e a sviluppare soluzioni costantemente aggiornate per affrontare minacce sempre nuove. Nell'ambito del maggior impegno richiesto a operatori altamente specializzati quali i medesimi “Sniper”, si sono dovute ideare per questi particolari elementi dotazioni aggiornate alle rinnovate situazioni operative. Nell'ambito dei fucili di precisione, ad esempio, l'industria armiera mondiale propone ormai universalmente da qualche anno piattaforme col medesimo livello di modularità della maggior parte dei fucili d'assalto contemporanei, o kit di conversione in tal senso per modelli d'arma precedenti che continuano ad avere un ampio seguito fra gli operatori professionali; tra queste realizzazioni possiamo annoverare gli AX della britannica Accuracy International, o ancora numerosi prodotti dell'italianissima BCM Europearms.

Sako TRG M10
L'impugnatura del fucile TRG M10, di foggia ergonomica, è a sua volta configurabile; il ponticello del grilletto, di dimensioni maggiorate, consente l'impiego con i guanti

In effetti a oggi possiamo affermare che la necessità di armi di precisione per il tiro a lunga distanza sia tanto sentita che la maggior parte degli eserciti mondiali hanno acquisito o stanno pianificando di acquisire modelli di questo tipo: a titolo di mero esempio gli Stati Uniti, che in questo genere di cose sono sempre “più avanti” (e non per una questione culturale o di maggiore intelligenza: semplicemente sono in prima linea in un gran numero di conflitti, e tengono in gran conto i feedback operativi dei loro elementi di punta), hanno acquisito molto recentemente il fucile di precisione XM-2010, una variante modularizzata del classico Remington 700 in calibro .300 Winchester Magnum, che andrà a sostituire gradualmente il grosso delle altre piattaforme oggi in uso; lo USSOCOM (Comando Operativo Congiunto delle Forze Speciali americane) ha inoltre lanciato il programma PSR, o “Precision Sniper Rifle”, con lo scopo di adottare un fucile di precisione modulare capace di adattarsi rapidamente all'impiego di diversi tipi di munizionamenti e calibri e di cambiare altrettanto rapidamente numerose componenti chiave tra cui la canna, e le cui prestazioni comprendano un'espansione massima di 1 MOA per una rosata di cinque colpi su bersagli a 300, 600, 900, 1200 e 1500 metri. Alla gara PSR, che dovrebbe concludersi entro il 2013 partecipano, oltre al già citato modello AX della Accuracy International e a design piuttosto convenzionali quali il francese PGM Précision PGM-338 e lo Armalite AR-30, alcuni degli “Sniping Systems” più moderni e caratterizzati da altissimi livelli di modularità: Barrett MRAD, FN Herstal PSR “Ballista”, Remington MSR, Blaser Tactical 2 e una recentissima new entry che la BDT - Beretta Defense Technology, branca della holding Beretta dedicata alla commercializzazione dei prodotti professionali, ha presentato in occasione degli expo DSEi di Londra e Milipol di Parigi rispettivamente a settembre e ottobre del 2011, e poi definitivamente lanciato allo SHOT Show di Las Vegas del gennaio 2012: parliamo del TRG M10, l'ultima incarnazione del sistema di fucili di precisione a lunga e lunghissima gittata prodotto in Finlandia dalla controllata Sako.

Sako TRG M10
A calciolo ribaltato il Sako TRG M10 riduce drasticamente le sue dimensioni, dote pressoché indispensabile per il trasporto su lunghe distanze o negli aviolanci

Il Sako TRG M10 nasce da uno sviluppo ulteriore, quasi estremo, delle varianti del TRG-22 e TRG-42 con calcio pieghevole e chassis alleggerito viste nel corso dell'EUROSATORY di Parigi del 2010 e dello SHOT Show di Las Vegas del medesimo anno e dell'anno successivo; la holding Beretta non aveva diffuso molte informazioni riguardo a queste nuove versioni “con calcio pieghevole da paracadutista”, limitandosi a dichiarare che si trattava di modelli destinati a concorrere in futuro per l'armamento di una forza armata molto importante. E in effetti all'epoca il programma PSR esisteva già, essendo stato lanciato nel 2007. Terminato lo sviluppo del sistema, il TRG M10 è pronto a giocarsi le sue carte contro gli altri contendenti, e a dar loro filo da torcere.

Sako TRG M10
Il Sako TRG M10 fa ampio uso, nella sua costruzione, anche di materiali di sintesi, in particolare nella sede del caricatore

Tecnicamente parlando il TRG M10 è un fucile a ripetizione con otturatore girevole-scorrevole (“bolt-action”) alimentato tramite un caricatore amovibile in lamierino metallico con fondello in polimero. Il TRG M10 si rifà in gran parte alle eccellenti esperienze di prestazioni e precisione dei passati modelli Sako TRG, correggendone molte delle défaillances che alcuni operatori hanno riscontrato in particolare nelle condizioni ambientali estreme, in quanto a temperature, dell'Afghanistan e dell'Iraq. Proprio con riguardo a queste problematiche è stato realizzato lo chassis che costituisce l'intelaiatura, lo scheletro vero e proprio del sistema TRG M10. Costruito in gran parte in alluminio macchinato dal pieno, con particolare riguardo per l'asta completamente “free-float” e ventilata su cui sono presenti anche varie rotaie MIL-STD-1913 “Picatinny” per accessori riposizionabili tramite viti Torx grazie ai numerosi passanti di cui il guardamani medesimo è puntellato, fa impiego anche di tecnopolimeri rinforzati in fibra di carbonio in particolare per quanto riguarda il pozzetto del caricatore amovibile e l'impugnatura a pistola, che oltre a essere munita di dorsalino intercambiabile è anche cava e chiusa inferiormente tramite un tappo a tenuta stagna in plastica in modo da fungere da compartimento per minutaglia utile quale piccoli kit di pulizia o manutenzione oppure per batterie di ricambio per sistemi opto-elettronici o designatori di bersaglio. Il calciolo pieghevole, imperniato su un cardine in coda alla culatta e rilasciabile per la messa in chiusura tramite un pulsante, è invece realizzato in acciaio e munito di una rotaia di tipo “Picatinny” inferiore per l'installazione di un perno d'appoggio. Anch'esso è comunque dotato di componenti sintetiche, in particolare quelle regolabili, e i relativi comandi: il calciolino che consente buoni livelli d'assorbimento del rinculo e il poggiaguancia. Lo chassis è reso disponibile in versioni color sabbia (“Coyote Brown”), nero (“Stealth Black”) e verde oliva (“Military Green”).

Sako TRG M10
La foggia scheletrata del calcio, pur conservando la massima ergonomia e la più totale regolabilità, mantiene a livelli minimi gli ingombri e il peso della componente

Lo scatto del Sako TRG M10 è di tipo “match” e completamente regolabile, con la qualità e la precisione a cui gli scatti dei precedenti modelli di TRG ci hanno abituati. Il peso dello scatto è regolabile direttamente dal tiratore entro un limite minimo di 2,2 libbre e un massimo di 4,4 (da 0,99 g a 2 kg circa), con l'uso di una chiave Torx, la stessa impiegabile per installare, rimuovere o riposizionare le rotaie Picatinny sull'astina. Tale strumento, di dimensioni contenutissime, è fornito in dotazione col Sako TRG M10 e si trova “nascosto” entro il poggiamani polimerico amovibile posizionato di fronte al pozzetto del caricatore. La chiave Torx consente anche di regolare i parametri del pacchetto di scatto anche per quanto riguarda la modalità, passando da uno scatto a stadio singolo a uno scatto a due stadi. La foggia del grilletto, con una curvatura poco pronunciata, ben si confà a uno scatto di precisione che richiede una certa sensibilità da parte del tiratore. La guardia del grilletto medesimo è svasata verso il basso e molto ampia, del tipo “invernale” dunque, che non ostacola l'impiego con i guanti. La stabilità di tutte le componenti all'atto dello sparo è garantita da un solido collegamento tra struttura portante in lega d'alluminio della calciatura e azione, che di fatto rende relativamente meno importante un bedding di tipo tradizionale.

Il Sako TRG M10 è fornito completamente privo di qualsivoglia organo di mira metallico; in loro vece, una rotaia Picatinny da 30 MOA corre per tutta la lunghezza del castello superiore (12:00) e consente l'installazione di qualsiasi tipo di sistema di mira ottico o opto-elettronico, anche in accoppiamento (es. un aggiuntivo intensificatore di luce posizionato frontalmente a un cannocchiale di puntamento). In abbinamento a eventuali altri accessori d'assistenza al tiro o di designazione di bersaglio alloggiati sulle interfacce presenti sull'astina, il Sako TRG M10 si trasforma dunque in un sistema multiruolo in grado di integrare tutte le tecnologie di cui un tiratore scelto militare o di P.S. possa necessitare nell'espletamento dei suoi compiti sul campo e nell'assistenza o nella copertura a elementi operativi avanzati, di fanteria o di forze speciali.

Sako TRG M10
Lo chassis in alluminio macchinato del Sako TRG M10 può essere munito di numerose rotaie Picatinny per accessori, tramite le appositi viti Torx; una chiave per la loro rimozione e installazione si trova integrata nell'arma, nascosta entro il piccolo pad in polimero collocato di fronte al pozzetto del caricatore

Il cuore del sistema del TRG M10 è costituito dal suo otturatore, di costruzione solida e massiccia come già quelli dei precedenti TRG-22 e TRG-42, con tre tenoni di chiusura, un estrattore sovradimensionato (più grande anche di quello già presente sul TRG-42), doppio espulsore e un'angolo di apertura del manubrio piuttosto breve, 60 gradi invece dei 90 canonici per la maggior parte dei fucili “bolt-action” con due tenoni contrapposti. Assieme alla canna e al caricatore, l'otturatore è uno dei tre componenti del Sako TRG M10 che devono essere rimossi e rimpiazzati per effettuare il cambio di calibro; sebbene qualcuno possa obbiettare che al giorno d'oggi lo stesso risultato si possa ottenere con una testina intercambiabile, mantenendo il medesimo otturatore, i tecnici della Holding Beretta hanno preferito scartare questa soluzione, giudicandola potenzialmente troppo fragile date le peculiarità del sistema.

Sako TRG M10
Vista dal lato destro del Sako TRG M10, il nuovo fucile di precisione configurabile e multiruolo proposto sul mercato dalla Beretta Holding
Sako TRG M10
L'otturatore del Sako TRG M10 in chiusura, con indicatore di percussore armato; ciascun otturatore specifico per ognuno dei calibri per cui la piattaforma può essere configurata è identificabile univocamente tramite riferimenti tattili

Ciò in quanto l'otturatore del Sako TRG M10 ha una particolarità importante nell'ambito del processo di conversione di calibro: quella di fungere da unico e solo attrezzo necessario per la rimozione e la sostituzione delle componenti, eliminando la necessità di ricorrere a kit di strumenti separati, magari eccessivamente complicati e che possano comportare un carico eccessivo o un ingombro scomodo per l'operatore. A tal fine si imponeva una costruzione solida e robusta, praticamente monolitica, che non rischiasse di subire danni nel caso dovesse effettuare una leva particolarmente energica per svincolare dalla sua sede una canna magari bloccata da sabbia o altri elementi esterni. Intendiamoci, non che il Sako TRG M10 risulti pronto a questo genere di problemi, anzi nella sua progettazione e costruzione sono stati presi tutti gli accorgimenti necessari a evitare l'ingresso o l'accumulo di fecce e sporcizie, ma si parla comunque di un'arma nata per essere impiegata su teatri operativi caratterizzati da condizioni ambientali avverse, dove a volte tali situazioni possono risultare inevitabili. Dunque, decisamente meglio prevenire che curare.

Sako TRG M10
Il calcio del TRG M10, ribaltabile sul lato sinistro, è imperniato a un cardine rilasciabile tramite un semplice pulsante

Per effettuare la conversione di calibro sul Sako TRG M10 si procede, ad arma scarica con camera di cartuccia libera e caricatore rimosso, a estrarre l'otturatore e per il suo tramite la canna (allentando due viti Torx posizionate sullo chassis all'altezza del tenone), e sostituire le due componenti con quelle relative al calibro che si vuole impiegare, prima di ricaricare l'arma utilizzando il caricatore specifico della munizione prescelta. Sono tre i cameramenti per cui il Sako TRG M10 è predisposto, i tre calibri tipici del tiro “sniper” in ambito tanto civile quanto militare e di pubblica sicurezza: 7,62x51mm NATO (.308-Winchester), .300 Winchester Magnum e .338 Lapua Magnum. L'autonomia del caricatore varia a seconda del calibro: undici colpi in calibro 7,62x51mm, sette colpi calibro .300 Winchester Magnum e otto colpi calibro .338 Lapua Magnum.

Sako TRG M10
Il caricatore è una delle componenti da sostituire per effettuare il cambio di calibro; in questa foto è palese come, rimanendo identiche le dimensioni generali, cambino quelle dell'elevatore e della cucchiaia

Al fine di facilitare la conversione, rendendola più rapida e istintiva, ciascuna componente tipica di ogni singolo calibro è caratterizzata da riferimenti tattili univoci. Ad esempio, il fondello di ciascun caricatore presenta un cerchietto in rilievo sul lato per il calibro .7.62mm, due per il calibro .300 e tre per il calibro .338; le altre componenti intercambiabili, canna e otturatore, presentano riferimenti similari.

Sako TRG M10
Il freno di bocca-rompifiamma a due camere d'espansione del TRG M10 presenta una base filettata M18x1 che consente l'installazione di silenziatori o soppressori di suono senza dover procedere alla sua rimozione

La canna del Sako TRG M10 è del tipo fluted (alleggerita con scanalature laterali), ed è realizzata per rotomartellatura a freddo a partire da un singolo tubo d'acciaio inossidabile (e non più di acciaio al cromo-molibdeno come nelle precedenti varianti del Sako TRG-22/42). Alla volata, un rompifiamma/freno di bocca con due cieli laterali, della medesima foggia per tutti e tre i calibri, s'incarica di ridurre efficacemente rinculo, rilevamento e vampata. La sua base filettata consente una rapida installazione di silenziatori o soppressori di suono senza dover prima procedere alla sua rimozione. Sono quattro le lunghezze di canna disponibili per il Sako TRG M10: 40, 50, 59 e 66 cm circa (16, 20, 23,5 e 26 pollici); tutte e quattro sono disponibili per il calibro 7,62x51mm NATO, mentre solo le ultime tre per il calibro .338 Lapua Magnum e solo le ultime due per il .300 Winchester Magnum. Le canne nei calibri 7,62x51mm e .300 Winchester Magnum presentano quattro rigature destrorse con passo di 1/10", che diviene un passo di 1/11", sempre per quattro rigature destrorse, nella canna per il calibro .338 Lapua Magnum (pertanto in grado di stabilizzare le più pesanti palle da 300 grani). Per adattarsi alla lunghezza di canna, il guardamani di lunghezza standard può essere rimosso e sostituito con uno più corto. La lunghezza della corsa dell'otturatore nell'azione può altresì essere regolata agendo direttamente sulla manetta d'armamento, per adattarsi all'impiego di camerature Standard o Magnum e dunque all'espulsione di bossoli più lunghi o più corti.



Sako TRG M10
Il calciolo del TRG M10, regolabile per estensione ed elevazione, è realizzato in sintetico e offre eccellenti proprietà d'assorbimento del rinculo

Le prestazioni del Sako TRG M10 in fatto di precisione eguagliano, e in gran parte superano, quelle a cui i precedenti modelli Sako TRG-22 e TRG-42 hanno da lungo tempo abituato gli operatori. A una distanza di circa 91,5 metri (le canoniche 100 Yard), una rosata di cinque colpi calibro 7.62mm si attesta tipicamente sul centimetro e mezzo, che si riduce a un centimetro nel calibro .338 Lapua Magnum. Con i giusti accorgimenti, ad esempio l'impiego di munizioni d'alto livello, le prove effettuate da tester indipendenti hanno dimostrato che l'arma è capace di rosate “sub-MOA” in tutti e tre i calibri, con rosate che vantano una dispersione da 1,7 centimetri in giù. Un ulteriore test di tiro rapido, effettuato da alcuni giornalisti statunitensi, ha permesso di verificare che quattordici colpi (due caricatori calibro .300 Winchester Magnum) sparati in rapida successione in 10 secondi, con l'unica pausa necessaria a ricaricare l'arma, possono risultare in una rosata di diciassette centimetri e mezzo su un bersaglio a sagoma umana posto a duecento Yard.

Sako TRG M10
Altresì regolabile per elevazione, intervenendo su un pulsante posizionato sui due lati del calcio, è il poggiaguancia

In base a quanto visto sino a qui, ci sentiamo senz'altro di dire che il Sako TRG M10 è un prodotto di altissima qualità, capace di ottime prestazioni anche quando “spinto al massimo”. La sua destinazione d'uso, come già accennato, è prevalentemente professionale: in questa fase infatti la Sako rende disponibile il TRG M10 solo sui mercati militari e di Polizia. Ovviamente una macchina da tiro con queste prestazioni sarebbe il sogno di ogni tiratore competitivo nel “Long Range”, ma bisognerà probabilmente aspettare un bel po' prima di vedere realizzato questo desiderio proibito. Nel frattempo le truppe impegnate sui teatri operativi attuali possono sperare di vedersene dotate molto presto. In prima fila ci sono ovviamente le FF.AA. italiane e quelle USA, che stanno valutando il TRG M10 nell'ambito del programma PSR; e anche solo a una prima analisi, pare pressoché certo come il prodotto della Sako sia tra i migliori in gara.